Odontoiatria olistica

Un approccio globale che parte dalla cura dei denti per prevenire e curare altre patologie connesse dell'organismo umano.

Negli ultimi anni il dentista ha vissuto un processo evolutivo caratterizzato da importanti cambiamenti sia nella gestione manageriale della professione, sia nell’allargamento della propria esperienza in nuovi settori (posturologia, kinesiologia, odontoiatria naturale): questo gli ha consentito di ampliare ed approfondire la propria cultura medica generale e specialistica, tanto che oggi i dentisti moderni, consapevoli di trovarsi ad operare in una delle parti più delicate del corpo umano (fatta non solo di denti ma di un intero sistema stomatognatico), vantano una preparazione scientifica superiore e di qualità sempre crescente.

Odontoiatria olistica
Odontoiatria olistica, approccio globale al paziente odontoiatrico.

Su queste basi si è compreso come la bocca ed i denti non possono essere considerati come un apparato isolato, ma devono essere ricompresi nella dimensione olistica del paziente come individuo nella sua unità biologica, psicologica e spirituale.

La bocca,infatti, è sede di varie importantissime funzioni:

  • Gusto: riconoscimento degli alimenti ingeriti, desiderio di nutrimento e di manifestazione della vita. Già il nascituro presenta il riflesso della suzione e il neonato attraverso la bocca si nutre e ha contatto dapprima con la madre e poi con il mondo circostante (fase orale dello sviluppo psico-emotivo): attraverso la bocca il bambino impara ad usare un filtro che gli permette di riconoscere, classificare, memorizzare ed eliminare. Nell’adulto la bocca riveste un carattere di rifugio che si manifesta con eccessi come la bulimia o l’anoressia o il tabagismo.
  • Relazione sessuale: La lingua e le labbra partecipano all’espressione del gusto per la vita: assaporano l’esistenza e comunicano sentimenti. Attraverso la bocca passano sia il piacere del bambino che succhia il capezzolo, sia il piacere dell’adulto (baci, erotismo).
  • Digestione: triturazione dei cibi ed insalivazione del bolo alimentare rivestono un carattere fondamentale ai fini di una corretta assimilazione delle sostanze nutritive (prima digestio fit in ore).
    Un fenomeno esclusivo della bocca è rappresentato dalla deglutizione che, in ambito fisiologico rappresenta la quota di maggior lavoro muscolare svolto dal corpo durante le 24 ore. Gibbs e collaboratori hanno condotto nel 1980 uno studio di misurazione del lavoro muscolare svolto dalla bocca: è risultato che per chiudere semplicemete la bocca, senza serrarla, si compie un lavoro muscolare pari ad 8 Kg; la masticazione richiede 26 Kg e la deglutizione ben 30.
    Poiché la deglutizione avviene già dal 2-3 mese di vita intrauterina con la frequenza di almeno una volta al minuto vuol dire che ogni minuto il nostro apparato stomatognatico solleva 30 Kg contro la forza di gravità.
  • Linguaggio: Comunicazione verbale, mimica, canto, mugugni, suoni.
  • Respirazione: Supplettiva ed integrativa a quella nasale quando necessiti un apporto maggiore d’aria (sforzo fisico) o in condizioni di impedito transito (raffreddore, poliposi).

Questa importanza fondamentale della bocca trova conferma nella proiezione sulla corteccia cerebrale dell’homunculus sensitivo e motorio, nella presenza nella zona orale e periorale di numerosi punti trigger correlati a muscoli ed organi e nella correlazione energetica esistente tra denti e strutture a distanza come dimostrato da millenni dall’agopuntura e più recentemente dalla kinesiologia, dall’osteopatia e dalla chiropratica.

I denti sono dei formidabili sensori. Essi non sono calcificati nell’osso ma si trovano come sospesi nel loro alveolo per mezzo dei legamenti parodontali a costituire una particolare articolazione detta gonfosi. Distribuiti sull’intera circonferenza del dente ci sono i recettori propriocettivi e nocicettivi. Se durante la masticazione il movimento e la pressione sono fisiologici, ossia avvengono lungo l’asse del dente, i recettori segnaleranno al cervello una condizione di normalità.

Se il segnale è patologico (precontatto, protesi incongrue, traumi) il cervello sarà costretto a riprogrammare l’intera sequenza dei movimenti a scopo compensatorio. Questi meccanismi sono efficientissimi e rapidissimi. Per verificarne il livello di alta specializzazione basti pensare a quando, per caso, ci capita qualcosa di particolarmente duro sotto i denti mentre stiamo masticando un cibo: immediatamente parte un segnale d’arresto con inibizione dei muscoli masticatori ed attivazione dei muscoli abbassatori della mandibola.

Denti sani in corpo sano
Una bocca sana è il primo passo verso il benessere totale del corpo.

I denti masticano, triturano, ma potrebbero anche essere usati per l’attacco e la difesa. Per tutti gli animali, infatti, i denti, insieme alle unghie, sono i mezzi principali impiegati nel combattimento. Tra i segnali che precedono l’attacco è indicativo il mostrare i denti; anche nell’uomo stringere i denti e spesso un segnale di irritazione e di rabbia.

Il mal di denti, allora può far riferimento ad un conflitto con la propria aggressività: “vorrei usare i denti, ma non posso”. Bisogna, però, capire che l’aggressività non va repressa ma accettata ed indirizzata in senso costruttivo e positivo. L’aggressività serve all’individuo per salvaguardare il proprio spazio, per far riconoscere il proprio valore e colpevolizzarla lo rende troppo debole e passivo.

Sordità, mal di testa, dolori alla nuca, alle spalle, alla colonna, agli arti superiori ed inferiori, sinusiti, asma, allergie, eruzioni cutanee, psoriasi, disturbi gastrointestinali, disturbi ginecologici, disturbi psichici, insonnia, stanchezza cronica hanno spesso la loro causa scatenante o mantenente in una malocclusione dentale o in un disturbo focale a sede dentale.

Nelle 24 ore chiudiamo i denti per deglutire da 1500 a 2500 volte, mettendo in funzione oltre a tutta la muscolatura orale e faringo-laringea anche i 64 muscoli che controllano la mandibola. Poiché per ogni deglutizione la forza esercita sul tavolato occlusale è di 1,5-2 Kg, alla fine della giornata i denti e l’intero apparato di sostegno osseo e legamentare avranno sopportato un carico di diverse tonnellate: risulta chiaro il grande valore che ha per l’organismo questa funzione “reset” di chiudere i denti e deglutire.

Immaginiamo cosa vuol dire serrare i denti per lo stress o digrignarli durante la notte.

Se in questa funzione si verifica anche il minimo errore, ripetendolo per duemila volte al giorno esso finisce per rappresentare uno stressore di grande rilievo nel controllo omeostatico dell’organismo.

Se questo stressore si trova ad agire in un organismo per il resto sano, esso può venire compensato per anni e senza problemi, ma se, al contrario, lo stesso interviene in un organismo già sottoposto all’azione di altri stressori (alimentari, ambientali, psichici, fisici) e nel quale le capacità di compenso sono ormai al limite, viene a rappresentare la classica goccia che fa traboccare il vaso generando ripercussioni meccaniche, circolatorie e riflesse su tutto il sistema muscolo scheletrico del corpo.

Dott. Carlo Setta

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